#!trpst#trp-gettext data-trpgettextoriginal=1478#!trpen#Published: #!trpst#/trp-gettext#!trpen# April22022

Come riconoscere un vero olio extra vergine di oliva?

Come riconoscere un vero olio extra vergine di oliva?

Eccellenza della cucina mediterranea, famoso in tutto il mondo per la sua pregiata qualità e per i suoi nutrienti che lo rendono il condimento per eccellenza da portare sulle nostre tavole.
Stiamo parlando dell’olio extravergine di oliva italiano 100%. Come riconoscere un vero olio extra vergine di oliva?

Nonostante sia protetto dal disciplinare della DOP che controlla affinché prodotto e produttori agiscano nel rispetto delle normative previste, assistiamo di tanto in tanto ad alcune truffe legate all’olio extra vergine. Queste avvengono quando un olio non EVO viene spacciato per tale, come spesso accade nel caso in cui un olio comunitario (quindi prodotto in UE – non in Italia), sia venduto come italiano sugli scaffali dei nostri supermercati,  seppur non sia un prodotto 100% Made in Italy.

Come difendersi da tutto questo? In questo articolo vogliamo aiutarvi a riconoscere un buon olio extravergine di oliva, permettendoti di distinguere un olio EVO vero da una brutta copia. Rispettare quindi quella che è una delle eccellenze delle aziende agricole della nostra penisola.

Il prezzo ci aiuta a riconoscere un buon olio extra vergine

Il primo campanello d’allarme che deve suonare nelle nostre teste quando ci apprestiamo ad acquistare una nuova bottiglia di olio per condire i nostri piatti è senza dubbio il prezzo.
É praticamente impossibile trovare un buon olio EVO a 3€ a bottiglia, non ci sono né se né ma.

L’olio extravergine d’oliva buono si paga, il giusto ma si paga. Se il vostro desiderio è quello di acquistare un olio a meno di 8€ a litro, sappiate che molto probabilmente o non è un prodotto 100% italiano, oppure non è prodotto in modo sostenibile dagli agricoltori italiani.

Chiaramente ci sono le eccezioni che confermano la regola.

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Leggiamo con attenzione l’etichetta

Per sapere come riconoscere un vero olio extra vergine di oliva, in nostro soccorso vengono le disciplinari italiane (e comunitarie) che stabiliscono che per questa tipologia di prodotti, e per i prodotti alimentari in generale, le aziende sono tenute ad inserire la cosiddetta “etichetta parlante”. Significa che devono obbligatoriamente riportare dove e quando è stato prodotto, oltre che i valori nutrizionali, numero del lotto e data di scadenza.

Spesso dietro grandi marchi italiani, si nascondono piccole scritte che indicano “miscela di oli di origine comunitaria”.

Una volta accertati che l’olio è 100% italiano come il nostro olio Angelino deve rispettare alcune semplici caratteristiche:

  • è stato prodotto in Italia.
  • è stato ottenuto da Olive Coltivate, raccolte e spremute in Italia. Questo perchè Il luogo in cui è stata coltivata e lavorata l’oliva (o alle volte il territorio di produzione) si traduce in un insieme di caratteristiche comuni all’olio di quell’areale. Un esempio è proprio il nostro olio salentino.
  • è un olio dolce.
  • è equilibrato, per il fruttato deciso ma non aggressivo.

La data è importante per riconoscere un vero olio EVO

Dobbiamo prestare particolare attenzione alle date che vediamo sulla bottiglia nel momento in cui ci apprestiamo ad acquistare un nuovo olio extravergine.
Nel caso dell’olio di oliva quelle da tenere in considerazione sono 2:

la data indicativa di scadenza, o meglio un indicatore di consumazione, che ci aiuta a capire entro quando deve essere consumato prima che inizi a degradare. Su questo punto giocano in molti. Per legge la data di scadenza deve essere entro 18 mesi dal CONFEZIONAMENTO e non dalla PRODUZIONE.

In linea di massima, un olio extravergine buono va consumato entro 18 mesi dalla produzione. Meglio ancora l’olio va consumato fresco di anno in anno, ovvero da una campagna olearia all’altra.

Nonostante siano stati fatti enormi passi avanti nelle tecniche di conservazione l’olio fresco di macina, appena fatto, è indiscutibilmente superiore, sia come sapidità sia dal punto di vista nutrizionale. Un olio fresco contiene perossidi e polifenoli che tendono ad ossidarsi nel tempo, quindi più ci si allontana dalla produzione, minore sarà la qualità dell’olio. Inoltre l’olio presenta delle parti di polpa sospese che tendono a depositarsi sul fondo e ad irrancidire nel tempo.  Se hai comprato una bottiglia che sta per scadere, ti consigliamo di non utilizzarlo per condimenti a crudo, riciclando per una frittura al volo oppure per trattare inestetismi della pelle, come abbiamo indicato meglio in questo articolo.

Riconoscere l’olio extravergine buono all’assaggio

Ormai ci sono professionisti del settore che, attraverso corsi specifici, si sono affermati come “sommelier dell’olio”. Se vi capita di incontrare una persona qualificata che è in grado di distinguere un olio 100% italiano anche e solo tramite l’assaggio. Chiedete loro maggiori delucidazioni sull’olio extra vergine che state per acquistare, potrebbe aprirsi un mondo e potreste capire come fare per distinguere un buon olio da uno mediocre. 

Per capire se l’olio è buono durante l’assaggio, vi elenchiamo qualche trucchetto per una degustazione fai-da-te: prendi un bicchierino da caffè, tienilo coperto con una mano mentre con l’altra avvolgilo con lo scopo di scaldarlo leggermente, per esaltare i profumi e gli aromi dell’olio EVO.

I profumi di un olio di qualità

Un olio di qualità, sprigiona già all’olfatto degli odori gradevoli. Il profumo di carciofo, erba tagliata, mandorla, mela verde, sono i più riconoscibili nel nostro olio Angelino.
Dopo qualche secondo è il momento di assaggiare: l’olio va tenuto in bocca, sotto la lingua, in modo che continui a riscaldarsi. Gli oli di bassa qualità lasciano invece un saporaccio in bocca, non c’è bisogno di un esperto per capirlo! Le note negative più facilmente riscontrabili sono: sentori di rancido, sentori di muffa,  sentori di legno.

Assaggiare l’olio in maniera così diretta risulta comunque difficoltoso, visto che difficilmente ci troveremo a consumare olio in maniera così diretta, ovvero da un bicchiere, proviamo un altro metodo di assaggio.

Riscaldate una fetta di pane e versateci su olio in abbondanza. Il calore del pane farà volatilizzare le sostanze aromatiche dell’olio e ne sentirete quindi profumi e odori. Assaggiandolo capirete se è l’olio che fa per voi. L’olio deve essere gradevole, buono, piacevole. Deve dare un valore aggiunto ad una pietanza neutra.

È attraverso tutti questi brevi passaggi che si inizia a capire se un olio extravergine vale davvero il prezzo di mercato. E il nostro diventerà un acquisto consapevole.
Vuoi provare un vero olio extra-vergine di oliva? Prova l’olio Angelino, un olio da produzione biologica estratto a freddo nel frantoio della famiglia Saracino.

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